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Monza e Brianza

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Informazioni per le aziende

Info:
Sede di Monza
Via Cernuschi, 8 - Primo Piano
20052 Monza
Tel.: tel. 039/2358. 729 - 765
Fax: 039.2358772
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 Applicazione della mobilità. L. 223/91

 

  1.  Licenziamento collettivo che riguarda imprese con più di 15 dipendenti e che intendono effettuare almeno cinque licenziamenti - requisito numerico - nell’arco di centoventi giorni, in ciascuna unità produttiva o in più unità produttive nell’ambito del territorio di una stessa provincia (art.24 co.1 L.223/91); la procedura può però concludersi anche con un numero inferiore a cinque purché al momento dell’avvio della stessa il datore di lavoro abbia inteso procedere al licenziamento di almeno cinque unità.
  2. Licenziamento che riguarda imprese ammesse a fruire della C.I.G.S. e che prevedano di non poter reimpiegare tutti o parte dei lavoratori sospesi (art.4 co.1 L.223/91) - per tali imprese non vige l’obbligo del requisito numerico.
  3. Privati datori di lavoro non imprenditori - con più di 15 dipendenti e che intendono effettuare almeno cinque licenziamenti - che svolgono senza fini di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto (D.Lgs. 8.4.2004 n.110). In tale caso i lavoratori licenziati e iscritti nella lista di mobilità non hanno diritto all’indennità di mobilità né le aziende che dovessero assumerli godono degli sgravi contributivi.

 


  • Causali mobilità
  1. Lavoratori licenziati da imprese in fallimento, concordato preventivo con cessazione dei beni, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria con cessazione attività (art. 3 co.3 L.223/91 - minimo 5 esuberi in una o più unità produttive ubicate nel territorio di una provincia);
  2. Lavoratori licenziati per riduzione di personale (art. 24 co.1 L.223/91 – minimo 5 esuberi in una o più unità produttive ubicate nel territorio di una provincia);
  3.  Lavoratori licenziati per cessazione attività (art. 24 co.2 L.223/91 – medesimi limiti numerici dell’art. 24 comma 1).
  4.  Lavoratori ammessi alla C.I.G.S. e licenziati da imprese che non possono garantire il loro reimpiego (art. 4 co.1 L.223/91).

N.B. La procedura di mobilità non si applica alle eccedenze di  personale determinate da fine lavoro nelle imprese edili e nelle attività stagionali o saltuarie.

 


  • Soggetti aventi titolo all'iscrizione nella lista

Operai, impiegati, quadri, assunti a tempo indeterminato pieno o parziale.
Hanno titolo all’iscrizione anche i lavoratori a domicilio con diritto a fruire dell’indennità di mobilità ove possano far valere una dipendenza di almeno 12 mesi dalla medesima azienda con rapporto di lavoro continuativo o comunque non a termine (sentenza n. 106/01 della Corte di Cassazione a Sezioni Unite).

 


  • Soggetti non aventi titolo all'iscrizione nella lista
  1. dirigenti;
  2.  apprendisti;
  3.  lavoratori assunti a tempo determinato;
  4.  lavoratori con contratto a progetto.

 


  •  Avvio e conclusione della fase sindacale e amministrativa relativa alla procedura di mobilità  (art. 4 L.223/91)

La procedura prende avvio con l’obbligo da parte del datore di lavoro di inviare  formale comunicazione di apertura della procedura di mobilità:

  1.  alle rappresentanze sindacali aziendali
  2.  alle rispettive associazioni di categoria ovvero, in loro assenza, alle associazioni di categoria aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale. 
  3.  all’Agenzia Regionale per l’Istruzione, la Formazione e il Lavoro - di seguito denominata “A.r.i.f.l.” - competente, per conto di Regione Lombardia, a ricevere la dichiarazione di avvio procedura di mobilità se la procedura interessa una o più unità produttive dislocate nel territorio lombardo.
  4.  Al Ministero del Lavoro se la procedura investe unità produttive ubicate in più regioni.

N.B. Le imprese i cui lavoratori hanno diritto all’indennità di mobilità, devono allegare alla comunicazione copia della ricevuta del versamento all’Inps, a titolo di anticipazione sul contributo d’ingresso alla mobilità di una somma pari al trattamento mensile di C.I.G.S. per il numero dei lavoratori ritenuti eccedenti. Il contributo a carico delle imprese ammesse alle procedure concorsuali non è dovuto.

Entro i successivi 7 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione di cui sopra, devono essere richiesti dalle rappresentanze sindacali aziendali e dalle rispettive associazioni di categoria gli incontri tra le parti interessate - datori di lavoro, rappresentanti organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori - (art.4 co.5 L.223/91).

N.B. La  fase  sindacale della  procedura  deve  essere esaurita  entro 45  giorni  dalla  data del ricevimento della comunicazione dell’impresa.

Gli incontri possono concludersi:

  1.  con esito positivo se si perviene ad un verbale di accordo che deve essere trasmesso dal datore di lavoro ad A.r.i.f..l. o al Ministero del Lavoro (se coinvolti più ambiti territoriali a livello nazionale);
  2. con esito negativo a seguito di mancato accordo tra le parti nel qual caso deve esserne data comunicazione ad A.r.i.f.l. (o al Ministero) che provvede a convocare le parti per l’esame congiunto in sede pubblica (fase amministrativa). In tal caso sono previsti ulteriori 30 giorni (a partire dalla data di ricevimento da parte di A.r.i.f.l. o del Ministero della comunicazione dell’impresa) prima della conclusione della procedura che può essere esperita con esito positivo o con esito negativo e quindi con un mancato accordo.

I termini indicati si riducono della metà se gli esuberi dichiarati inizialmente sono inferiori a dieci.

Esaurita  la  procedura,  qualunque  sia  l’esito, il  datore  di  lavoro  ha  facoltà  di  collocare  in mobilità i dipendenti eccedenti comunicando per iscritto a ciascuno di essi il recesso nel rispetto dei termini di preavviso. Contestualmente l’elenco dei lavoratori collocati in mobilità deve essere inviato all’ufficio provinciale competente (art. 4 comma 9 Legge 223/91).

 


  • Iscrizione dei lavoratori nella lista di mobilità

Il procedimento per l’iscrizione dei lavoratori nella lista di mobilità prende avvio con la comunicazione del datore di lavoro all’ufficio provinciale competente nel cui territorio è ubicata l’unità produttiva interessata alla procedura. Se la procedura interessa unità produttive dislocate in più province della regione Lombardia, il datore di lavoro dovrà trasmettere la comunicazione ad ogni singola provincia.
Per semplificare ed omogeneizzare gli adempimenti nel territorio lombardo viene allegato lo
schema di modello di dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi dell’art. 47 D.P.R. 28
dicembre 2000, n.445 - All.1 -  del datore di lavoro che contiene:

  1.  dichiarazione  del  datore  di  lavoro attestante  il possesso del requisito occupazionale di cui all’art. 1 comma 1  della L.223/91  nel  semestre  antecedente  l’avvio  della  procedura  (più di 15 dipendenti);
  2.  l’indicazione delle modalità con le quali sono stati applicati i criteri di scelta di cui all’art. 5 comma 1 della L.223/91 ad eccezione della causale “ cessazione di attività”;
  3.  esclusivamente nel caso di mancato accordo e per la causale “riduzione di personale”, dichiarazione attestante che nel collocare in mobilità i lavoratori è stato garantito il rispetto dell’ art. 6, comma 5 bis, della L.236/93.

     
Contestualmente alla dichiarazione, dovranno essere trasmessi da parte del datore di lavoro i  documenti:

  1.  scheda “azienda” debitamente timbrata e firmata dal legale rappresentante - All. 2
  2. schede “lavoratori” da collocare in mobilità debitamente timbrate e firmate dal legale rappresentante (ciascuna Provincia dovrà ricevere solo le schede dei dipendenti che prestavano attività lavorativa in una o più unità produttive ubicate nel proprio ambito territoriale) - All.3
  3.  copia dell’accordo sindacale o copia del verbale di esame congiunto in sede pubblica;
  4. copia della ricevuta del versamento dovuto all’Inps ai sensi della Legge 223/91 e succ. modd. e int., art. 4, comma 3, limitatamente alle fattispecie previste dalle vigenti disposizioni, o dichiarazione attestante le motivazioni per le quali non si è proceduto al versamento;
  5. estremi degli eventuali Decreti Ministeriali di concessione del trattamento C.I.G.S.

N.B. Qualora la procedura investa unità produttive dislocate in più province della stessa regione, ogni Provincia procede all’inserimento dei soli lavoratori che prestavano attività lavorativa nell’unità produttiva ovvero nelle unità produttive ubicate nel territorio di propria competenza. Non ha alcuna rilevanza l’ubicazione della sede legale del datore di lavoro che può essere dislocata anche in altra regione.
Se i licenziamenti dei lavoratori avvengono in periodi differenti, il datore di lavoro trasmette la prima volta tutta la documentazione sopraindicata; nelle comunicazioni successive produrrà solo i documenti di cui ai punti 2), 4), 5).