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Monza e Brianza

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Parco Est delle Cave

Info:
Sede di Monza
Piazza Diaz ,1 20052
Tel.: 039.975.6239
Fax: 039.9756792
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Il parco est delle Cave

 

cave_est


Data di nascita: 2009
Superficie: 573 ettari
Comuni compresi nell'area del parco: Carugate, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese, Vimodrone, e Brugherio.
Sede del parco: piazza C. Battisti, 1 Brugherio
Telefono: 03928931
E mail: urp@comune.brugherio.mi.it

Il Parco Est delle Cave si estende su una superficie di 573 ettari, distribuiti tra i comuni  di Carugate, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese, Vimodrone e Brugherio.
Oltre ad aree ancora utilizzate per l'agricoltura, vi è la presenza di alcune cave: quella del Parco Increa è stata recuperata a fini ricreativi.

La grande presenza di depositi di materiali alluvionali ha prodotto l’insediamento di numerose attività estrattive e quindi di cave, molte ancora in attività.
Il Parco protegge anche una parte significativa del Naviglio Martesana con la sua pista ciclabile e preziosi giardini.
Il Parco è situato, nel contesto dell’alta pianura irrigua, a margine della media pianura irrigua e dei fontanili,  a sud del canale Villoresi che artificialmente la divide dall’alta pianura asciutta: il canale, grazie ai propri volumi d’acqua, ha reso possibile la trasformazione delle attività agricole, conferendo al territorio connotati paesaggistici tipici della pianura irrigua.
Alla rete dei fontanili si sovrappone un articolato sistema di rogge derivate dal naviglio Martesana e dal canale Villoresi, che completano la rete irrigua.
Il paesaggio che caratterizza le aree ancora non densamente urbanizzate conserva i caratteri tipici del paesaggio agrario e dei suoi elementi costitutivi: sono diffuse piccole aree boschive, siepi e alberature di confine, filari di ripa e si riscontra la presenza di cascine storiche.
In questo settore si sono conservati i segni di un’agricoltura tradizionale legata fortemente all’allevamento del bovino da latte e al prato tra le foraggere principali. La struttura della proprietà e l’organizzazione aziendale sono caratterizzate da una fitta tramatura dei campi, una maggiore densità degli impianti rurali e una loro dimensione più ridotta rispetto alle aree agricole irrigue di più antica organizzazione. I complessi fenomeni di mutamento interni alla conduzione dei fondi, che si sono verificati nel secondo dopoguerra, hanno prodotto l’abbattimento e la mancata manutenzione di filari, la chiusura di rogge, l’abbandono di fabbricati rurali, con evidenti effetti di degrado delle strutture fondiarie e di maggior uniformità del paesaggio agrario, particolarmente evidenti negli ambiti in cui risulta compromessa la continuità di estensione del territorio agricolo.
L’area è stata interessata da processi di urbanizzazione, modifiche di uso del suolo, rilevabili soprattutto negli ambiti di cava, fino a pesanti interventi di infrastrutturazione, con evidenti sovrapposizioni che hanno separato strutture spaziali in precedenza unitarie. Il Parco può garantire, a fronte dell’intensificarsi di un alquanto disordinato sviluppo insediativo, una continuità del sistema ecologico nord-sud nell’est di Milano, dal Parco delle Cascine fino al Villoresi, attraverso il Martesana.

 

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