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Monza e Brianza

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Polizia Provinciale

Info:
Sede di Cesano Maderno
Via Donegani 4, 20811
tel. 0362/641725
fax.0362/548006
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S.O.S animali in difficoltà

VADEMECUM PER IL SOCCORSO DI UCCELLI SELVATICI

SOS Animali in difficoltàCon l'arrivo del caldo, numerosi  uccelli ancora piccoli (i cosiddetti “nidiacei”) tentano di abbandonare i nidi, ma non riuscendo a volare cadono dagli alberi. L'istinto ci spingerebbe a raccoglierli e portarli a casa per accudirli, ma è un comportamento quasi sempre scorretto. Raccoglierli significa infatti incidere nel corso naturale degli eventi e quindi assumersi una grossa responsabilità, quella di portarli poi in salvo.

Gran parte dei nidiacei (per esempio merli, passeri, civette), infatti, abbandona istintivamente il nido quando ancora non è un perfetto volatore: questi animali non sono abbandonati, anzi sono accuditi dai genitori che li accompagnano nella graduale autonomia attraverso le "cure parentali" tipiche di ogni specie. Raccogliere uno di questi nidiacei significa strapparlo alle cure dei genitori e danneggiare il processo di “imprinting”, cioè il processo di apprendimento madre-figlio. 

 


COSA FARE

Si devono valutare attentamente le situazioni: se il nidiaceo appare gravemente ferito o in reale stato di pericolo allora è possibile intervenire, altrimenti dovrà essere lasciato nel luogo del ritrovamento. 

 

► Nidiacei feriti o in pericolo
Lo sono per esempio quelli finiti in mezzo alla strada. Per sopravvivere hanno bisogno di un aiuto e se sono in pericolo devono essere messi in condizioni di sicurezza lasciandoli qualche tempo ad aspettare l'arrivo della madre.

 

► Se il nidiaceo è ferito possiamo:
- Avvicinarci per dare soccorso cercando di non manipolarlo troppo: potrebbe dibattersi o ferirsi.
- Utilizzare guanti sterili per evitare infezioni.
- Procurarci una scatola, non troppo sproporzionata rispetto alle dimensioni dell’animale, necessaria per il suo eventuale trasporto.
  Forarla, chiuderla in modo tale che l'animale rimanga al buio per tranqullizzarsi e imbottirla con fogli di carta assorbente da cucina o fogli di giornale.
- La cosa migliore è quella di condurli personalmente ed al più presto al Centro di Vanzago (MI), via delle Tre Campane, 21

 

► Se il nidiaceo è sano, anche se ancora incapace di volare:
- In linea generale deve essere lasciato nel luogo di ritrovamento

 

► Uccelli storditi
Spesso gli uccellini, sia di grandi che di piccole dimensioni, che vengono ritrovati a terra sono solo storditi dalla caduta o da qualche collisione con vetrate od altri ostacoli;
Nel giro di qualche decina di minuti sono in grado di riprendersi e spiccare il volo. (Il fenomeno è frequente soprattutto nei falchi)
- In linea generale devono essere lasciati nel luogo di ritrovamento.

 

► Cosa mangiano:
Nel caso in cui il centro di Vanzago sia chiuso è possibile dare loro del cibo.
Gli uccelli possono essere frugivori o insettivori: nel primo caso mangeranno semi e frutti di bosco, nel secondo insetti.
Esempio: I rapaci mangiano carne cruda. Gufi o civette, essendo cacciatori notturni, si cibano dopo il tramonto, quindi è utile lasciare loro a disposizione della carne cruda che mangeranno quando ne sentiranno la necessità.

 


COSA DICE LA LEGGE

 


FACILITAZIONI IN CASO DI TRASPORTO ANIMALI FERITI

 


COSA FA LA PROVINCIA

Il personale del Corpo di Polizia Provinciale e del Servizio Volontario di Vigilanza Ecologica viene impegnato nei casi di particolare necessità e urgenza.

Inoltre la Provincia contribuisce a sostenere le spese per il funzioanamento dell'Oasi del WWF di Vanzago, Via Delle Tre Campane 21 a Vanzago (MI), trattandosi del "Centro Recupero Animali Selvatici" più vicino territorialmente, dove operano medici veterinari specializzati.


Visualizzazione ingrandita della mappa

 


Per assistenza e informazioni

Polizia Provinciale
Tel. 0362.641725
Tel. (Reperibilità 24/24 h) 3356113075

Centro Recupero Animali Selvatici
Tel. 02.93549076

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Come distinguire una vipera

 

CARATTERISTICHE GENERALI 

 

In Italia gli unici serpenti velenosi in grado di causare una sintomatologia significativa appartengono al genere
Vipera. Riceviamo molte richieste di intervento per serpenti velenosi.

Generalmente  inoculano con un  morso  una  dose subletale  di veleno per una adulto in sane condizioni fisiche,
rendendo spesso necessarie cure mediche solo a livello locale.  
Le specie di vipere che si possono incontrare in Italia sono quattro: Vipera Aspis, che è la più diffusa, V. Berus,
V. Ammodytes e V. Ursini.

 

COME RICONOSCERE LE VIPERE


Distinguere  una  vipera  da  un  comune  serpente  non  velenoso  è  utile  per  evitare allarmismi quando si incontra
un serpente durante un’escursione, diventa importantissimo in caso di morsicatura. 
 Le differenze tra un Viperide  e un Colubride sono molte. 

Silhouette

A parità di lunghezza, risulta evidente una struttura fisica molto differente:  le vipere sono decisamente più tozze ed
hanno la coda molto corta (mediamente 1/8 della lunghezza), mentre i serpenti non  velenosi  hanno un corpo molto
 più slanciato, affusolato,  con  una  coda  piuttosto  lunga (fino  ad  1/4  della lunghezza totale). 

 

Conformazione  della  testa

Nei Viperidi  è  di  forma  grossolanamente triangolare e, comunque, ben distinta  dal  collo, a differenza dei  Colubridi,
la  cui  testa  è ovoidale  e quasi  non distinta dal collo. 

 

Lunghezza massima

Il primato della vipera che raggiunge le dimensioni maggiori spetta alla V. Ammodytes o vipera dal corno. 
Il nome deriva, infatti, da una piccola protuberanza carnosa, posta all'apice del muso, che la rende inconfondibile.  
Ornata da un ampio disegno dorsale a zig-zag, è caratterizzata anch'essa da una notevole varietà di colorazioni. 
La vipera dal corno raggiunge i 120 cm di lunghezza.
Quindi, in caso di avvistamento di un serpente che misura di più di 120 cm., siamo sicuri che non puo trattarsi di una vipera.