Un'offerta unitaria di istruzione e formazione professionale
L’istruzione professionale in Italia sconta un’anomalia storica: due sistemi che si sovrappongono, quello statale e quello regionale. La riforma del Titolo V della Costituzione ha definitivamente sancito che istruzione e formazione professionale sono di competenza delle Regioni, salvo per i livelli essenziali delle prestazioni dettati dallo Stato. La vera sfida di oggi è dunque creare un’offerta unitaria che ricomprenda gli attuali percorsi. L’intesa che Regione Lombardia ha siglato con il ministero dell’Istruzione apre inoltre alla sperimentazione di un nuovo modello organizzativo.
L’accordo nasce per il ritiro dei ricorsi incrociati tra Regione Lombardia e Governo sugli articoli della Finanziaria 2007 relativi all’istruzione e formazione professionale, sull’art. 13 della legge 40/07 e sulla legge regionale 19/07. Si sana così per via negoziale uno scontro istituzionale e si pongono le basi per la piena attuazione del Titolo V, in linea con quanto previsto dalla legge regionale sul sistema educativo.
Sono molte le novità introdotte dall’accordo, in un momento in cui è in atto, a livello nazionale, un riordino complessivo dell’area tecnico professionale, mentre in Lombardia, conclusa una sperimentazione durata sette anni, il sistema di IFP va finalmente a regime. Un nuovo scenario dove, a fronte di una riduzione degli indirizzi prevista per l’istruzione profes-sionale statale, la IFP regionale manterrà le attuali 19 aree professionali: quasi 50 indirizzi che garantiscono una risposta efficace agli specifici bisogni territoriali. Dal 2002, l’istituzione dei percorsi triennali ha aumentato in modo esponenzia-le il numero degli iscritti. Oggi sono quasi 40 mila gli allievi dell’istruzione e formazione professionale, oltre il 10% degli studenti del secondo ciclo in Lombardia. Sommati agli alunni degli istituti professionali di Stato, fanno un totale di 100 mila ragazzi che frequentano percorsi professionalizzanti nella nostra regione.
Effetti della sperimentazione
- Un diploma per l’istruzione e formazione professionale. Dall’anno scolastico 2009-2010, l’ordinamento di IFP rila-scerà il diploma professionale di tecnico al termine del quarto anno. Anticipando le previsioni del D.Lgs. 226/05, la Lom-bardia sarà la prima regione in Italia a rilasciare questo diploma. A partire dall’a.s. 2010-2011, stato attivato un quinto anno, finalizzato a sostenere l’esame di Stato, valido anche per l’ammissione all’università. Si è completato in tal modo il sistema regionale di istruzione e formazione professionale.
- Un’offerta più ampia per gli istituti professionali. Nell’ambito della loro autonomia, gli istituti professionali di Stato possono scegliere di erogare l’offerta di istruzione e formazione professionale. L’intesa prevede che nel 2009/2010 gli istituti possano erogare l’offerta di IFP regionale nell’ambito della quota di autonomia del curricolo, in raccordo con l’ordinamento dell’istruzione professionale. Questa possibilità esiste peraltro dall’anno scolastico 2004/2005: oggi sono 9.008 gli studenti che frequentano, all’interno degli istituti professionali, un percorso triennale.
Dall’anno 2010/2011, la IFP assume dignità di ordinamento autonomo. Si garantisce in tal modo la possibilità di offrire, anche all’interno degli istituti statali che aderiscono alla sperimentazione, un percorso professionalizzante con il rilascio della qualifica regionale al termine del terzo anno, il diploma di tecnico al quarto anno e l’acquisizione del diploma di maturità di istruzione professionale dopo la frequenza di un quinto anno integrativo. - Accesso alla formazione terziaria. L’intesa prevede che l’accesso agli ITS (Istituti Tecnici Superiori) venga garantito anche ai diplomati IFP, previa frequenza di un anno integrativo. Prevede inoltre che i percorsi di IFTS possano avere durata triennale, come previsto dalla 19/07, e che la Lombardia possa adattare territorialmente le figure professionali definite a livello nazionale per ITS e IFTS.
- Maggiore libertà organizzativa e didattica. Gli istituti che aderiscono alla sperimentazione potranno adottare modelli organizzativi e gestionali più flessibili. Se la scuola è organizzata con un quadro orario di discipline rigido, il sistema di IFP si struttura per obiettivi che corrispondono a competenze da raggiungere. Sarà dunque possibile attivare forme più elastiche per superare la classe come gruppo chiuso, l’orario settimanale bloccato, l’utilizzo rigido del personale.
- Definizione dell’organico di istituto. Nel limite della dotazione complessiva assegnata dal MIUR, la Regione definisce per ciascun istituto professionale l’organico e il numero di posti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Con gli istituti che aderiscono alla sperimentazione, la Regione stabilisce regole condivise per la dotazione del personale statale, secondo un criterio di organico funzionale. Per gli istituti che non aderiscono alla sperimentazione, i posti di organico verranno assegnati secondo i parametri nazionali.
- Contrattazione. A partire dall’a.s. 2010-2011, la Regione interviene nella contrattazione territoriale integrativa sulle seguenti materie: formazione del personale e criteri di utilizzazione, premialità in rapporto a risultati conseguiti, cri-teri di allocazione e utilizzo di risorse attribuite alle scuole collocate in aree a rischio educativo.
- Patto territoriale con UST. Per la realizzazione della sperimentazione, anche ai fini di garantire la continuità del ser-vizio, la Regione stipula un patto territoriale con l’Ufficio Scolastico Regionale per il supporto tecnico amministrativo, la condivisione di informazioni, archivi e banche dati, il coordinamento e monitoraggio, la valutazione dei risultati.
- Avvio della sperimentazione. Per gli istituti interessati ad approfondire le tematiche relative al coordinamento ordi-namentale tra istruzione professionale e IFP, a nuovi modelli organizzativi e didattici, Regione Lombardia attiverà azioni di supporto, tavoli di confronto e gruppi di lavoro

