Bovisio Masciago

Info
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piazza Biraghi 3
20030 Tel.: 0362/5111
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Sindaco: Emanuele Galimberti
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Dati
Nome abitanti:Bovisiani
Superficie: 5 kmq
Popolazione (al 31.12.2006): 15699
Elezioni
Data ultima elezione:6, 7 giugno 2009
Collegio Senato (prima della Legge 270/2005): n. 13
Collegio Camera dei Deputati (prima della Legge 270/2005): n. 23
Collegio Provinciale : n. 7 Bovisio Masciago
Storia del Comune
Comune doppio - Bovisio e Masciago hanno amministrazione comune a partire dal 1928 - si trova nella valle del fiume Seveso a nord della metropoli, tra Varedo e Cesano Maderno, compreso fra la statale 35 dei Giovi e la superstrada in direzione di Como. Pertinenza medievale della pieve di Desio, insieme a questa infeudata nel 1476 da Galeazzo Maria Sforza a Lucia Visconti Marliani, pochi anni dopo dei Pirovano, poi passata di famiglia in famiglia, condivide oggi con altre località della zona una spiccata vocazione manifatturiera, specialmente nel settore dell'industria del mobile. Principali edifici storici locali sono la settecentesca parrocchiale di San Pancrazio, una torre che faceva parte della Villa Agnesi, e l'odierna sede del Municipio: Villa Erba Odescalchi Scotti, d'origine secentesca anche se ristrutturata nel Novecento, con parco pubblico.
Storia dello stemma
Per quanto concerne la più probabile origine di questo stemma, si ritiene che la sua derivazione possa collegarsi a quello dell'antica famiglia lombarda dei de Boixio (un'antica forma del toponimo di Bovisio), miniato a pagina 66 dello Stemmario Trivulziano. Lo stemma dei de Boixio risulta così blasonato: Di verde, alla banda d'argento, carica di tre rose di rosso, bottonate d'argento. Confrontando fra di loro i due stemmi, è facile osservare che l'attuale stemma del Comune di Bovisio Masciago altro non è se non l'antico stemma della famiglia lombarda dei de Boixio, con smalti diversi. In particolare: il verde del campo dello stemma dei de Boixio è stato trasformato in argento; la banda d'argento è diventata di rosso; e infine le tre rose di rosso sono diventate d'argento. Araldicamente parlando, quanto è avvenuto in questo stemma è il risultato di una "brisura", ossia una variazione di figure o di smalti introdotta nello stemma - senza peraltro alterarne sostanzialmente la forma originaria - allo scopo di differenziarne il suo nuovo titolare.