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Monza e Brianza

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Lesmo

lesmo_def

Info
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Via Vittorio Veneto 15
20855
Tel.: 039/698551 
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Sindaco: Roberto Edoardo Antonioli
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Dati
Nome abitanti:Lesmesi
Superficie: 5 kmq
Popolazione (al 31.12.2006): 7209


Elezioni
Data ultima elezione: maggio 2012
Collegio Senato (prima della Legge 270/2005): n. 14
Collegio Camera dei Deputati (prima della Legge 270/2005): n. 26
Collegio Provinciale : n. 34 Usmate Velate


 

Storia del Comune
Qualsiasi appassionato di Formula 1 conosce il nome di questo centro - analogamente, del resto, a quello di Vedano - a motivo della curva di Lesmo lungo l'autodromo nazionale di Monza. Ma Lesmo con le sue frazioni Peregallo e Gerno, in un territorio popolato sin dal I secolo a.C. all'imbocco della valle di Pegorino, oggi marcatamente industriale, merita anche altre notorietà. Si potrebbe citare quella d'origine trecentesca legata all'amore di sapore shakespeariano fra Rosa Peregalli da Peregallo e Gianguidotto Lesmi da Lesmo. O, meno leggendariamente, si può notare come concorra alle attrattive del luogo, a Gerno, la Villa Somaglia "il Gernetto" con il suo splendido giardino a terrazze; in sé un notevole edificio di fine Settecento, conserva nell'oratorio due bassorilievi funerari, opera di Antonio Canova. Lesmo è uno dei Comuni consorziati nel Parco della Valle del Lambro.



 

Storia dello stemma
L'origine dello stemma di questo Comune non sembra dubbia: deriverebbe dallo stemma di un'antica famiglia lombarda de Lesmo che, molto probabilmente, ha tratto il suo nome e la sua origine proprio dalla terra di questo Comune. Trattasi dello stemma dell'antica famiglia de Lesmo, riprodotto a pagina 197 dello Stemmario Trivulziano( 1). Questo antico stemma risulta così blasonato: Di rosso, al leone fasciato di nero e d'argento, lampassato di rosso. Mettendo a confronto i due stemmi, è possibile desumere che le differenze sono le seguenti: il fondo del campo è rosso in quello del Trivulziano, azzurro in quello del Comune; il fasciato del Trivulziano ha gli smalti invertiti rispetto a quelli del Comune. Si tratta, come si vede, solo di lievi e non sostanziali differenziazioni, che in araldica prendono il nome di "brisure": termine derivato dal francese "briser", che significa rompere, cambiare, trasformare. Brisure che avevano proprio lo scopo di evidenziare la comune origine dei titolari dei due stemmi, senza peraltro incorrere in una identificazione di carattere araldico.