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Monza e Brianza

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Verano Brianza

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Info
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via Nazario Sauro 24
20843
Tel.: 0362.90851
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Sindaco: Chiolo Massimiliano
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Dati
Nome abitanti:Veranesi
Superficie: 4 kmq
Popolazione (al 31.12.2006): 8994


Elezioni
Data ultima elezione: giugno 2016
Collegio Senato (prima della Legge 270/2005): n. 13
Collegio Camera dei Deputati (prima della Legge 270/2005): n. 24
Collegio Provinciale : n. 35 Verano Brianza


 

Storia del Comune
Per la latina Verianus (dal nome gentilizio Verius), presso il corso del Lambro, passava la strada romana fra quelle che oggi sono Carate Brianza e Cantù: non sorprende che ci fosse a Villa Trotti un'epigrafe dei primi secoli dopo Cristo. Legata un migliaio d'anni fa alla pieve di Agliate, distrutto il suo castello negli scontri duecenteschi fra nobili milanesi e popolari, la comunità ebbe dalla fine del Cinquecento un convento cappuccino, e a partire dal Settecento si dedicò alla bachicoltura ricavandone una considerevole remunerazione: di qui una duratura vocazione per il settore tessile. Dal convento, soppresso in età napoleonica, la famiglia Trotti Bentivoglio ricavò una residenza. La Villa Trotti Bentivoglio, poi passata ai Masserani, fu lodata nel XVIII secolo per la ricchezza delle sue raccolte antiquarie. Settecentesche sono anche le origini della chiesa della Madonna di Caravaggio, ottocentesche quelle di Villa Formenti.

 

Storia dello stemma
L'origine di questo stemma ha una sua motivazione molto chiara: esso deriva, infatti, dallo stemma dell'antica famiglia lombarda dei de Verano, che ha tratto la sua denominazione e la sua origine dal territorio di questo antico Comune. Lo stemma dei de Verano è miniato a pagina 359 dello Stemmario Trivulziano. Dal punto di vista araldico, si definisce "inquartato" uno scudo diviso in quattro parti uguali da due linee rette: una verticale e una orizzontale, che partono dai punti mediani di ciascun lato. Per quanto riguarda, invece, la figura del "leone", questo è di regola posto sempre nella posizione definita "rampante": ossia nell'atto di poggiare solo sulla zampa posteriore sinistra, mentre la destra è all'incirca parallela al terreno, con le zampe anteriori divaricate, più alta e quasi verticale quella destra, e con la coda alzata a "S". Di regola, quando il leone è rampante - come lo è in questo stemma - l'aggettivo non si blasona. Nello stemma riprodotto, si osserva peraltro l'uso scorretto del colore bianco, al posto dell'argento.