| Obiettivi |
Un percorso formativo volto a informare in modo completo e documentato sul fenomeno delle
seconde generazioni dell’immigrazione straniera in Italia, evidenziando le particolarità del caso
italiano rispetto ad altre realtà europee, elaborando possibili linee guida per le politiche e l’i
ntervento sociale, aprendo una riflessione di ordine più ampio su quanto e come questo fenomeno
impatti sulla realtà sociale, culturale e politica del paese e infine stimolando la messa a fuoco
di competenze e strategie utili a migliorare la capacità degli operatori nella comunicazione e
nella costruzione di progetti di intervento mirati per i minori stranieri e i loro genitori.
Il corso trarrà spunto non soltanto da una cospicua documentazione tratta dalle basi dati
esistenti e dalla letteratura scientifica di riferimento, ma anche dalle esperienze di ricerca
maturate sul campo dal formatore nell’ambito di progetti realizzati dall’Agenzia di ricerca sociale
Codici negli ultimi sei anni. Il corso si articolerà in quattro giornate formative di sei ore
ciascuna (h 10.00-17.00), in cui si alterneranno momenti di workshop interattivo alla didattica
frontale.
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| Periodo di svolgimento |
PRIMA GIORNATA DALLE 10.00 ALLE 17.00 DEL 21 MARZO 2012
CHI SONO, QUANTI SONO, CHE COSA SIGNIFICANO PER IL POLICYMAKING PUBBLICO I GIOVANI FIGLI DI
IMMIGRATI NEL CONTESTO ITALIANO E LOMBARDO.
Ricostruzione, dati alla mano, della presenza dei giovani figli di immigrati nella scuola
lombarda e in provincia. Uno sguardo alla formazione superiore e all’integrazione lavorativa. Le
politiche attive del territorio.
Questa prima giornata offre un quadro sociodemografico il più completo possibile sulle tre
dimensioni del fenomeno di particolare rilievo per i policymaker, gli amministratori e gli
operatori del territorio: quella nazionale, quella lombarda e quella provinciale, con particolare
riferimento al mondo dei servizi pubblici, a cominciare dalla scuola. Vera e propria “frontiera del
cambiamento”, la scuola italiana testimonia già oggi la diversità e la ricchezza, ma anche la reale
complessità e le concrete difficoltà di aggiustamento, della società italiana del nostro futuro
prossimo. Si discuteranno i dati più recenti disponibili e si traccerà un quadro delle più
interessanti politiche attive esperibili sul territorio lombardo e provinciale a favore dell’i
ntegrazione scolastica e dell’inclusione sociale.
SECONDA GIORNATA DALLE 10.00 ALLE 17.00 DEL 28 MARZO 2012
LIBERI DI CRESCERE, LIBERI DI ESSERE? I NUOVI ORIZZONTI DEL DISAGIO GIOVANILE: SITUAZIONI
FAMIGLIARI DIFFICILI, COMPORTAMENTI A RISCHIO, ATTRITI E CONFLITTI DENTRO E FUORI IL GRUPPO DEI
PARI.
Perché il vero “scontro culturale” in Italia avverrà all’interno delle famiglie, assai più
che nell’arena della dialettica sociale aperta o nel discorso pubblico sull’i dentità italiana.
Un tratto che spesso contraddistingue le famiglie di appartenenza dei giovani figli di
immigrati è un certo conservatorismo, la persuasione che i genitori abbiano la responsabilità di
plasmare il vissuto dei figli ben al di là di quanto le convenzioni sociali (e, talvolta, le leggi)
italiane non consentano. Spesso questo conservatorismo viene messo in relazione alla confessione
religiosa, ma la ricerca mostra che in realtà entrano in gioco fattori assai più pesanti, quali l’o
rigine rurale, lo status di migranti, l’appartenenza a famiglie estese, l’esistenza di
codificazioni piuttosto rigide dei ruoli di genere. Fattori spesso trasversali a sistemi valoriali
e appartenenze religiose, visto che coinvolgono soggetti diversissimi tra loro come, per esempio,
le famiglie musulmane maghrebine, quelle ortodosse copte egiziane, quelle sikhe e hindu indiane, e
perfino quelle atee o buddiste cinesi. Allora quali sono le vere frontiere dei nascenti conflitti
culturali intergenerazionali? Una giornata tutta dedicata a quella che potrebbe rivelarsi la “
questione chiave” dell’integrazione culturale della “nuova società italiana”.
TERZA GIORNATA DALLE 10.00 ALLE 17.00 DEL 4 APRILE 2012
NUOVE E VECCHIE FORME DI DEVIANZA GIOVANILE.
Mito e realtà delle bande giovanili create da giovani immigrati di seconda generazione.
Che si tratti di pandillas latinoamericane, barkadas filippine o bang cinesi, le bande
giovanili create da giovani di origine straniera nel contesto lombardo sono una realtà. Ma di che
realtà si tratta? Gruppi amicali, “organizzazioni di strada” o forme di criminalità organizzata? Le
cose sono meno semplici di quanto non appaiano. E non tutta la “devianza giovanile” fa capo a “
bande”: i comportamenti a rischio dei giovani figli di immigrati spesso hanno molto a che vedere
con quelli dei loro genitori e del gruppo di pari (italiani). Una meticolosa rassegna di quel che
la ricerca sociale applicata ha saputo svelare su questi fenomeni, e una discussione delle
implicazioni per educatori, operatori e mediatori culturali.
QUARTA GIORNATA DALLE 10.00 ALLE 17.00 DEL 18 APRILE 2012
FATTI I “NUOVI ITALIANI”, FORSE SERVE UN’ITALIA NUOVA.
Implicazioni culturali, sociali e politiche dell’avvento di una gioventù multietnica e dall’i
dentità culturale complessa.
Anche se gli adolescenti italiani di origine o nazionalità straniera sono ancora pochi in
termini numerici, la loro incidenza percentuale diverrà rilevante nel giro di un decennio. I più
colti e preparati tra questi giovani si stanno già mobilitando – e con successo – per fare di
questa nuova gioventù un soggetto politico ben riconoscibile. Ma si tratta anche di un soggetto
sociale e culturale, le cui caratteristiche possono contribuire grandemente a rinnovare il discorso
pubblico italiano sull’immigrazione, ma anche sull’identità, sull’appartenenza, su chi gli italiani
di domani vorranno essere e per quali valori sapranno battersi. Una buona comprensione di questa
dimensione politico-culturale del fenomeno è dunque essenziale per non lasciarsi prendere
completamente alla sprovvista da quella che diversi osservatori considerano la più importante
mutazione antropologica degli italiani negli ultimi centocinquant’anni. |