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13 giugno 2018
Lettera aperta del Presidente Invernizzi sul raid vandalico all’Omnicomprensivo di Vimercate

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Monza, 13 giugno 2018. La notizia dell’ennesimo raid vandalico all’Omnicomprensivo di Vimercate, non lo nascondo, è stata nuovamente un duro colpo che fa male e provoca nel contempo tanta rabbia.
Ed altrettanto sgomento mi ha lasciato ciò che è successo dopo.
I tecnici provinciali sono usciti immediatamente la mattina di venerdì per il primo sopralluogo e subito è emerso che tra le parti danneggiate ci sono anche opere appena consegnate agli Istituti.
Stiamo facendo tutte le valutazioni del caso, comprese alcune riflessioni che a questo punto non possono essere più rinviate, a maggior ragione perché è partita immediatamente la gara a rilasciare la dichiarazione più “rumorosa” da parte di chi preferisce considerare i giornali gli unici interlocutori.
Attacchi diretti ad una Istituzione da parte di altre Istituzioni. Minacce di azioni eclatanti, l’identificazione di un nemico su cui scaricare responsabilità per sentirsi tranquilli ed adeguati.
Mentre l’ufficio tecnico provinciale è intervenuto per ripristinare le situazioni più pericolose e sta finendo la conta dei danni (circa 5.000 euro di soldi pubblici), leggo che la Provincia è assente ed ha abbandonato la struttura già da tempo.
Eppure nei bilanci provinciali, anche nei momenti più difficili, abbiamo fatto ogni sforzo possibile per reperire le risorse per mantenere il decoro delle nostre scuole, che consideriamo un patrimonio di eccellenza, compreso il sostegno agli alunni con maggiori difficoltà. Scuole che sono tante, 48, ognuna con le sue specificità ed i suoi problemi.
E l’Omnicomprensivo di Vimercate è forse l’istituto che ha beneficiato di più delle risorse provinciali.
Mi sembra giusto ricordare che solo nel 2017 sono stati investiti 261.202,63 euro per le manutenzioni straordinarie, lavori tra l’altro condivisi con i Sindaci del Vimercatese. Con risorse dei Comuni del Vimercatese.
Perché ritengo sia noto che, a causa di tagli continui ed ingiustificati, la Provincia di Monza e Brianza si è trovata nella quasi impossibilità di dotarsi di un bilancio e quindi di poter programmare interventi manutentivi per scuole e strade.
Non ho avuto e non avrò la fortuna di presiedere un Ente ricco. Ho la fortuna di presiedere un Ente che per l’impegno dei suoi lavoratori merita rispetto. Soprattutto da chi rappresenta altre istituzioni.
Qualcuno ha amministrato una Provincia che si poteva permettere personale distaccato nelle sedi scolastiche, che poteva permettersi di spendere senza limite in interventi di manutenzione o di ripristino. Quel mondo, ed è forse meglio così, non esiste più. Benvenuti in Italia nell’anno 2018 a chi, di tutto ciò, si è accorto solo ora.
E sono sicuro di poter vivere questa differenza e condividere l’angoscia di non poter fare di più con tutti i Sindaci della Provincia.
Ma abbiamo tenuto duro, abbiamo rivendicato la situazione insostenibile. Abbiamo chiesto aiuto anche ai parlamentari eletti nel territorio: qualcuno ci ha dato una mano, qualcuna non si è mai confrontata con noi sui problemi sollevati.
Abbiamo invertito la rotta: nel bilancio appena presentato sono stati inseriti oltre tre milioni per l’adeguamento della struttura di Vimercate, adeguamento mai pensato e realizzato da chi aveva molte risorse a disposizione ma ha preferito investirle in altro e altrove.
Qualche giorno fa sono stati completati i lavori per realizzare la nuova piattaforma ecologica, la prima costruita in una scuola superiore della Brianza rispondendo alle richieste dei Presidi e del Comune di Vimercate di dotare la struttura di un sistema autonomo di smaltimento rifiuti.
Ma se un gruppo di studenti decide di festeggiare l’ultimo giorno di scuola devastando i luoghi in cui passa gran parte della propria giornata, la responsabilità non può essere attribuita di certo ad un ente pubblico che cerca, nonostante tutto e tutti, di fare il suo dovere.
Io non ci sto più e credo che ognuno debba prendersi il peso delle proprie mancanze.
Io mi prendo le mie, rispondo delle azioni mie e dei miei collaboratori da quando ho l’onore di amministrare questa Provincia.
Il problema di quanto è accaduto viene identificato nel fatto che la Provincia lascia da soli insegnanti e Presidi.
Ho studiato anche io in questo luogo che mi è caro per i ricordi che conservo. Non sono stato certo un allievo modello, ma il senso del limite, quello si, non mi è mai mancato. Forse perché c’era chi sapeva mettere i paletti. Se a danneggiare la scuola sono gli stessi studenti, è chiaro che è venuto a mancare qualcosa. Anche perché questi atti si ripetono qui, in questo luogo e non in altre scuole della Brianza. L’ultimo giorno di scuola è stato festeggiato un po’ ovunque ma gli atti di vandalismo sono stati fatti solo a Vimercate.
Qui non c’è più solo un problema di sicurezza. C’è un problema di educazione, di mancanza di senso civico. Anzi, mi permetto di dire che non è cercando di trasformare il Centro Omnicomprensivo di Vimercate in un carcere con telecamere e sbarre che si risolve il problema. Senza considerare poi le difficoltà tecniche.
E mi ricollego a quanto accaduto qualche notte fa. Ho solo una domanda: come è possibile che oltre 400 ragazzi si siano dati appuntamento nel parcheggio della scuola senza che nessuno lo sapesse? 400 persone radunate in un unico luogo senza alcun controllo è di per se un problema. Chiedo anche ai ragazzi rappresentanti degli studenti se quanto accaduto sia, a loro giudizio, da ritenersi normale nella genesi e nello svolgimento. Più volte mi hanno ribadito la necessità di avere strutture e spazi in linea con le loro aspettative. Le loro aspettative prevedono un confronto o necessitano di sbarre, telecamere ed antifurti perimetrali? Prevedono di avvisare le autorità preposte in previsione del fatto che 400 persone si sono ritrovate – e magari si ritroveranno ancora - nei pressi della loro scuola?
Non è possibile che davanti ad una scuola, di notte, ci sia un vero assembramento nella più totale inconsapevolezza da parte di chi deve sorvegliare. E non tocca certo alla Provincia sapere come decidono di festeggiare gli studenti.
Io credo che lo scaricabarile non funzioni più. Ognuno deve prendersi la propria responsabilità in base al ruolo che si ricopre, cercando la collaborazione non lo scontro istituzionale.
Io mi prendo le mie: come già fatto, con diversi presidi e diverse delegazioni di studenti, ci si confronta ragionando su quali e quante sono le risorse, quale progettualità cercare di mettere in campo lavorando insieme e non attaccandosi gli uni contro gli altri.
Si devono cercare soluzioni attuabili, anche tecnicamente. L'Omnicomprensivo di Vimercate è nato come struttura di avanguardia e, insieme anche al Comune di Vimercate, lavoreremo perché sia orgoglio del territorio, per i nostri giovani e per la comunità tutta. Aprendo gli spazi, facendolo ridiventare bene comune a cui tutti, studenti in primis, faranno riferimento non solo per l'attività scolastica.
La Provincia è qui, come sempre, a fare la propria parte. Si stanno già programmando gli interventi di ripristino delle opere danneggiate e siamo pronti ad un confronto vero, in cui non si parli solo di colpe ma ci sia la volontà di risolvere un problema che sta diventando una emergenza.

Roberto Invernizzi