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Siglato un accordo tra Consigliera di parità e Sindacati MB Contro le discriminazioni sui luoghi di lavoro

25/11/19
  • Comunicati Stampa

Siglato un accordo tra Consigliera di parità e Sindacati MB Contro le discriminazioni sui luoghi di lavoro

Monza, 25 novembre 2019. La Consigliera di Parità della Provincia MB Alessandra Ghezzi e i rappresentanti delle sigle sindacali CGIL CISL UIL Monza Brianza hanno siglato oggi un’Intesa per la collaborazione volta  ad affrontare e dare risposte adeguate alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori rispetto alle discriminazioni di genere e  alla promozione delle Pari Opportunità nel mondo del lavoro.

Simbolicamente è stata scelta proprio la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne per sottolineare l’impegno a diffondere la cultura delle pari opportunità e del rispetto di genere nei luoghi di lavoro.   

 

Il contesto: Dai dati diffusi lo scorso maggio dall’Osservatorio lavoro della Provincia MB emerge che nel 2018 il tasso occupazionale (rapporto tra occupati e popolazione attiva) è pari al 67,4% con una crescita dello 0,4% rispetto al 2017. Aumentano soprattutto gli uomini con un +2,5% e i giovani (+1,3%) mentre risulta in leggera diminuzione il tasso di occupazione femminile, in linea con i dati presentati dalle altre province lombarde.
Si rileva anche una crescita del 17,3% dei contratti a tempo indeterminato che tra il 2017/2018 passano da 22.029 a 25.840. Le proroghe contrattuali aumentano del 37% tra il 2016/2017 e continuano a crescere tra il 2017/2018 (+ 12,7%).

Nel triennio 2016/2018 è aumentata sia la presenza maschile che femminile: gli uomini registrano l’incremento maggiore passando da 43.171 avviamenti nel 2016 a 54.167 nel 2018 ( +25%). Le donne vedono aumentare la loro presenza del 18% passando da 38.445 avviamenti nel 2016 a 45. 369 nel 2018.
Da una lettura più approfondita dei dati relativi agli avviamenti emerge però che il tempo indeterminato è più diffuso tra gli uomini mentre per le donne si tende a ricorrere a forme contrattuali diverse: si tratta di contratti di più bassa qualità (in termini di tutela assicurativo- previdenziali retributive e sindacali).

Il tasso di occupazione femminile, sebbene più performante rispetto allo scenario complessivo del Paese, rimane ancora lontano dagli obiettivi europei e segnala il persistere di elementi di discriminazioni, quali segregazione verticale e orizzontale nonché di retribuzione;

 

Perché siglare un protocollo contro le discriminazioni sui luoghi di lavoro: le dinamiche in corso nel mercato del lavoro danno indicazioni positive sulla via della ripresa ma anche segnali di fragilità di un contesto in cui si rischia la perdita di professionalità e  la crescita di precarietà occupazionale che induce soprattutto le donne a scelte che sembrano obbligate rispetto alle possibilità di autonomia, indipendenza e maternità.

Con il documento siglato oggi si vuole consolidare il rapporto di collaborazione tra la Consigliera di parità e le Organizzazioni Sindacali per rilanciare azioni mirate a garantire una più ampia ed effettiva applicazione della normativa antidiscriminatoria in contesti  ancora problematici, per favorire migliori condizioni di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori nella nostra Provincia.

La Consigliera di Parità e i sindacati si impegnano, dunque, a promuovere l'adozione di politiche di genere, una maggior condivisione fra donne e uomini dei bisogni di cura di minori, anziani e disabili, eguale accesso alla carriera e al riconoscimento economico, in linea anche con quanto previsto dall’Obiettivo 5 dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

 

"La firma del protocollo è una tappa importante che il sindacato conduce per promuovere pari opportunità nel mondo del lavoro e contrastare il fenomeno della violenza e delle molestie sul lavoro - hanno dichiarato i Segretari Generali di Cgil Cisl Uil Angela Mondellini, Rita Pavan e Abele Parente - Valorizzare il lavoro femminile, rimuovere le discriminazioni di qualsiasi natura, operare per eliminare le molestie o ricatti sessuali rappresenta non solo un fattore di giustizia sociale, ma anche un modo per avere ambienti di lavoro più sani, con maggior benessere e dunque, in ultima istanza, anche più produttivi”.

 

"Il protocollo firmato oggi con i sindacati con cui si rinnova l’impegno già avviato negli anni precedenti, nasce dalla volontà di rafforzare il rapporto di collaborazione per la corretta applicazione della normativa antidiscriminatoria - prosegue la Consigliera di Parità Alessandra Ghezzi -  In questi anni di crisi economica, infatti, sono molte le situazioni in cui le donne hanno perso il lavoro o subito uno svilimento del loro ruolo sociale e lavorativo. Basti pensare al fatto che nonostante l’alto livello di istruzione e formazione, difficilmente troviamo donne nei ruoli dirigenziali e tuttora la maternità costituisce un ostacolo per la piena affermazione professionale delle lavoratrici. Questo dato si riflette negativamente sul livello retributivo e pensionistico delle donne, con un gap differenziale economico fra uomo e donna notevole. La formalità di quest’atto è per noi un impegno a combattere il persistente squilibrio di genere nel mondo del lavoro”.

 

Gli impegni condivisi: attraverso l’intesa le parti si impegnano a:

  • promuovere azioni finalizzate alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di violenza di genere, molestie e vessazioni in ambito lavorativo
  • incentivare le aziende, pubbliche e private, alla sperimentazione e adozione di politiche aziendali di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per donne e uomini anche attraverso modifiche dell’organizzazione del lavoro
  • organizzare corsi di formazione congiunta al fine di rafforzare competenze, conoscenze e fornire strumenti per la diffusione di buone pratiche sulle pari opportunità e in materia di contrasto alla discriminazione e molestie nei luoghi di lavoro,
  • cooperare per vigilare sulla corretta applicazione nei luoghi di lavoro delle normative in tema di parità, pari opportunità e rappresentanza
  • attivare un “osservatorio discriminazioni sul lavoro” permanente, che preveda il confronto sulle casistiche di discriminazione riscontrate; sulle dinamiche/fragilità in corso in relazione anche a specifici settori economici e produttivi o tipologia di lavoratori

Provincia di Monza e della Brianza

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