Close

Cosa cambia con la riforma

Grazie alla Riforma complessiva del secondo ciclo di istruzione e formazione (entrata in vigore dal 1 settembre 2010) e alla nuova Riforma degli Istituti professionali. (entrata in vigore il 1 settembre 2018) la scuola secondaria superiore è cambiata per offrire un panorama più chiaro per le scelte delle famiglie: 

  •  Licei: sono 6
  • Istituti tecnici: sono suddivisi in 2 settori con 11 indirizzi
  • Istituti professionali: sono suddivisi in 11 indirizzi
  • IeFP, Istruzione e Formazione Professionale di competenza regionale: prevede 21 figure professionali

Anche il sistema d'Istruzione e Formazione Professionale ha oggi un ordinamento di rilievo nazionale che prevede qualifiche triennali e diplomi quadriennali.

Un curricolo più snello

Negli scorsi decenni, i piani di studio delle scuole superiori sono stati ampliati sia nell'estensione oraria sia nel numero di materie previste.

Con la riforma, i quadri orari delle lezioni si alleggeriscono in media del 10-15%.

Le discipline di studio degli indirizzi vengono ricalibrate in funzione delle caratteristiche di ciascuno di essi.

Le ore di 60 minuti

Da oltre trent'anni moltissime scuole secondarie superiori hanno ridotto, soprattutto per problemi connessi al trasporto pubblico locale, la durata dell'ora, cioè dell'unità didattica oraria, da 60 a 50 minuti, per contenere lo svolgimento delle lezioni nella fascia del mattino.

La riforma fissa un tetto massimo di 30-32 ore settimanali (35 per l'istruzione artistica).

Le scuole possono definire unità di insegnamento non coincidenti con ore di 60 minuti per realizzare specifiche attività didattiche (per esempio l'alternanza scuola-lavoro); dovranno però garantire agli studenti e alle famiglie un orario complessivo di lezioni corrispondente al monte ore annuale calcolato su ore di 60 minuti.

Per gli allievi il tempo di presenza in aula sarà più o meno lo stesso di quello attuale, ma distribuito su un minore numero di materie, in modo da consentire una maggiore concentrazione e incentivare una maggiore affezione allo studio domestico.

Le aree formative

L'area liceale presenta novità per il liceo scientifico e quello delle scienze umane, infatti entrambi presentano percorsi con o senza il latino e, in quest'ultimo caso (senza il latino), sono presenti forti contenuti innovativi ma in continuità con la tradizione liceale. Mentre il liceo classico non si discosta molto dal percorso tradizionale.

La riforma prevede un forte rilancio dell'istruzione tecnica per rispondere alla crescente - e insoddisfatta - domanda di diplomati in possesso di aggiornate competenze tecniche di livello intermedio, proveniente dal mondo della produzione e del lavoro.

Viene operata una più netta distinzione tra istruzione tecnica e istruzione professionale, eliminando alcune sovrapposizioni tra i rispettivi indirizzi, caratterizzando aree formative dell'istruzione professionale in senso più "operativo", in stretto collegamento con le filiere produttive.

Un'opportunità in più, soprattutto per i giovani interessati ad una formazione che privilegi il saper fare, anche ai fini di un rapido inserimento nel mondo del lavoro, è offerta dal sistema di istruzione e formazione professionale (IeFP) di competenza delle Regioni. I ragazzi potranno scegliere di iscriversi ad uno dei percorsi formativi per il conseguimento di una qualifica triennale o di un diploma quadriennale riconosciuti a livello nazionale.

La frequenza di tali corsi è utile all'assolvimento dell'obbligo di istruzione e dell'esercizio del diritto-dovere a conseguire entro i 18 anni almeno una qualifica professionale triennale.

Chi fosse interessato a continuare gli studi, avrà la possibilità di rientrare nel sistema scolastico per il conseguimento del diploma di scuola secondaria superiore.

Le curvature dei percorsi

Le istituzioni scolastiche, avvalendosi della propria autonomia, possono ampliare e arricchire il curriculum con attività e insegnamenti facoltativi (chiamati "curvature") che, una volta scelti, comportano comunque l'obbligo di frequenza, predisponendo un quadro coerente dell'offerta formativa per rispondere efficacemente alla molteplicità degli interessi e delle aspirazioni dei giovani e alle esigenze del territorio, del mondo produttivo e delle professioni.

A tal fine, la Riforma consente agli istituti tecnici di disporre di due opportunità:

  1. utilizzare nei percorsi educativi la quota di autonomia del 20% dei curricoli per potenziare gli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti (con particolare riferimento alle attività di laboratorio) e per attivare ulteriori insegnamenti, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano dell'offerta formativa;
  2. utilizzare gli spazi di flessibilità, articolando le aree di indirizzo in opzioni, per offrire risposte mirate alle esigenze del territorio e ai fabbisogni formativi espressi dal mondo del lavoro e delle professioni.

L'autonomia consente di modificare i curricoli, tenuto conto delle richieste degli studenti e delle famiglie, entro il limite del 20% del monte ore delle lezioni, o per rafforzare alcuni insegnamenti, oppure per introdurre nuovi insegnamenti.

Le attività e gli insegnamenti scelti autonomamente dalle istituzioni scolastiche devono essere coerenti con il profilo educativo, culturale e professionale dello studente definito in relazione al percorso di studi prescelto. L'orario di ciascuna disciplina non può essere ridotto oltre il 20% rispetto al quadro orario previsto all'indirizzo di riferimento.

Gli studenti sono tenuti alla frequenza delle attività e degli insegnamenti facoltativi prescelti. La valutazione dei risultati di apprendimento delle materie facoltative concorre alla valutazione complessiva.

Gli spazi di flessibilità sono riservati esclusivamente alle aree di indirizzo. Questi possono essere aggiunti alle quote di autonomia e sono disponibili a partire dal terzo anno, nella misura del 30% nel secondo biennio e del 35% nel quinto anno. Gli spazi di flessibilità consentono di articolare le aree di indirizzo per le quali il Regolamento non prevede articolazioni e adattare le articolazioni, se previste, con l'obiettivo di corrispondere alle esigenze del territorio e ai fabbisogni formativi espressi dal mondo del lavoro.

Le opzioni sono indicate da un elenco nazionale contenente anche l'indicazione delle classi di concorso dei docenti.

Nel diploma rilasciato a conclusione degli esami di Stato sono certificate le competenze acquisite dallo studente anche con riferimento alle eventuali opzioni seguite.

Inoltre, per arricchire l'offerta formativa della scuola e disporre di competenze specialistiche non presenti nell'istituto, le scuole possono stipulare contratti d'opera con esperti del mondo del lavoro e delle professioni, che abbiano una specifica e documentata esperienza professionale maturata nel settore di riferimento.

In questa guida i quadri orari presentati sono quelli definiti dai curricula della normativa nazionale.
E' utile che ogni famiglia verifichi se l'Istituto prescelto abbia operato curvature nell'ambito delle articolazioni e/o opzioni attivate.

Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l’utilizzo dei cookie.

Privacy policy