24 MAGGIO 1911 - 24 AGOSTO 1945
Figlio di Giovanni e di Modesta Besana è nato a Cavenago di Brianza in Via Parini 2. Già arruolato, Ambrogio si è sposato con Giuseppina Pirovano a Cavenago il 2 ottobre del 1937; dalla loro unione è nato il figlio Giulio.
Richiamato alle armi presso il 63° Reggimento Fanteria il 31 marzo 1940, Sala partecipò prima alle azioni di guerra sul fronte albanese occidentale e, dal gennaio del 1941, a quelle svoltesi sul fronte Greco - Albanese.
A partire dal 18 novembre 1942 Sala ha agito in territorio Balcanico fino al settembre 1943 momento della cattura a Durazzo da parte delle forze armate tedesche.
Dopo l’8 settembre del '43 fu deportato con numero di matricola 03114 nel famigerato lager 26 di Bor, indirizzo Feldpost 45083/E in Serbia, a lavorare in schiavitù presso l’ente "Todt" per gli approvvigionamenti e di costruzione affiliato alla Wehrmacht. Nell'ultima missiva inviata alla famiglia dal lager scrisse: «...ti ricordi quando ti (h)o scritto il passato della mia vita e io mi sono considerato prigioniero piuttosto che fare una firma… io sto bene così e lo spero di te e famiglia tutti i parenti tutti...» (19/7/1944).
Dopo la liberazione del lager da parte dei sovietici il 3 ottobre del '44, si ha notizia che, assieme a moltissimi altri IMI presenti, fu nuovamente deportato e trattenuto in URSS.
Viene ricoverato nell’ospedale da campo n. 5953 di Novograd Volynskij (Ucraina), a seguito della perdita di entrambe le mani secondo le testimonianze pervenute alla famiglia nel dopoguerra.
Muore il 24 agosto 1945 a causa delle ferite e viene inumato in località sconosciuta.
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CAVENAGO DI BRIANZA
* la posa della pietra è prevista per l'anno 2026
LE PIETRE DI INCIAMPO DI MONZA E DELLA BRIANZA


