20 FEBBRAIO 1909 - 22 MARZO 1944
Figlio di Giuseppe Viganò e di Angela Bartesaghi. La sua famiglia abita in Via Conturno, vicino ad Angelo Torricelli e ne seguirà la stessa sorte. Di professione faceva il “lustrur”, cioè il lucidatore di mobili, quando nel settembre del 1928 è chiamato alla visita di leva. Dichiarato abile, è chiamato alle armi per soli 6 mesi a maggio del 1929 e congedato il 4 novembre dello stesso anno.
Nell'ottobre del 1937 è richiamato con destinazione Bengasi nella Libia Italiana, nel quadro della guerra coloniale voluta da Mussolini. Vi permane fino al 3 marzo l 938, quando rientra in Patria.
Il 31 dicembre 1938 sposa Giuseppina Consonni che, il 16 ottobre 1940, gli darà una figlia che chiameranno Rosangela. Viene nuovamente richiamato nel gennaio del 1942 e poi, ad aprile, viene tradotto a Durazzo, in Albania, nella Nona Armata. Ad agosto è ricoverato in un ospedale da campo per problemi di salute, e nel dicembre dello stesso anno rientra a Veduggio in licenza, ma il suo fisico è minato dal periodo passato al fronte. Rientra a reparto nel febbraio 1943 e fino all'armistizio resta in Albania.
Come altri veduggesi, dopo l'8 settembre si rifiuta di passare nella Wehrmacht ed è arrestato dai tedeschi e deportato in Germania, dove è internato nello Stalag Emslandlager VI C, nei pressi di Oberlangen, nel nordovest della Germania. Viene poi trasferito allo Stalag VI J, dislocato a Krefeld, città a sud-ovest della regione della Ruhr, a pochi km a ovest del fiume Reno.
L'ultima lettera ricevuta dalla famiglia è datata 12 gennaio 1944. E’ morto il 22 marzo 1944.
I suoi resti sono stati fatti rientrare in Patria, oggi Giulio riposa nel cimitero locale di Veduggio con Colzano.
VEDUGGIO CON COLZANO
* la posa della pietra è prevista per l'anno 2026
LE PIETRE DI INCIAMPO DI MONZA E DELLA BRIANZA

